Nel mio girovagare estivo mi sono imbattuta in uno scenario a dir poco insolito.

Nel bel mezzo della città di Birmingham, di fornte al museo di arte moderna e contemporanea, ecco una situazione non conventional: una spiaggia. Un’arena di sabbia con tanto di sdraio, ombrelloni, il classico chiosco per le bibite e bambini che giocano a fare i castelli.
Su due piedi ho pensato fosse una stranezza locale per demonizzare il cielo perennemente plumbeo e alleviare il grigiore dell’estate in città.
Ovviamente sbagliavo.
Avvicinandomi all’ingresso dell’arena vedo venirmi incontro due camerieri di bianco vestiti che mi offrono un allettante cocktail giallo limone con tanto di ombrellino decorativo. Sollevo lo sguardo a cielo come quando si crede nei miracoli, ma… appunto, sbagliavo.

Sopra l’ingresso, imperava maestoso il naming di Emirates.
Ci sono nuovi voli giornalieri che portano un pò di Birmingham a Dubai.
Se in pochi finora pensavano a una meta tanto lontana, beh è arrivato il momento di ricredersi: i benefici sono sotto gli occhi di tutti.

Colpita in pieno dagli effetti del marketing non convenzionale, penso alla mia lontana Italia e mi domando: che effetto potrebbe avere, che so, riprodurre a Milano un angolo di Rapa Nui con tanto di Moai?


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