Decidere l’ordine col quale leggere i contenuti di uno spazio web, saltare da un argomento all’altro con un semplice clic, seguire la logica del proprio pensiero: questo accade quando il testo abbandona la linearità e la sequenzialità e diventa ipertesto. Nasce così un percorso di conoscenza che è sempre in movimento.

Così facciamo click su un link e scopriamo cose curiose, clicchiamo su un altro link e ci ritroviamo al punto di partenza. D’altra parte se cerchiamo qualcosa, non possiamo sapere subito dove andremo a finire. Ma non possiamo neanche rischiare di perdere la bussola.

È per questo che sul web il testo diventa ipertesto. Che non vuol dire banalmente spezzare un documento in tanti pezzetti e unirli, di schermata in schermata, con una freccia. Vuol dire invece organizzare le informazioni secondo una logica ben precisa: 

  • chiediamoci chi è il nostro lettore, cosa cerca, cosa vuole approfondire, cosa considera più importante e cosa invece un dettaglio;
  • costruiamo pagine autoconsistenti e paragrafi autonomi l’uno dall’altro;
  • evitiamo che il lettore debba “scrollare”, ovvero muovere il mouse da un punto all’altro della pagina per capire i contenuti;
  • presentiamo subito una mappa o una scaletta di quello che si trova nella pagina.

I link poi sono l’essenza dell’ipertesto. Un buon link deve: 

  • anticipare le aspettative del lettore e accompagnarlo nel suo percorso;
  • essere molto specifico, ovvero linkare non a una home page, ma a una pagina precisa;
  • essere un vero concentrato di contenuto che invogli il lettore a cliccare;
  • trovarsi all’inizio o alla fine del paragrafo per non disturbare la lettura.

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