I miei occhi lo sanno bene quando la sera tornano a casa stanchi e arrossati…leggere sullo schermo è faticoso. Sul web la lettura è più lenta e si hanno maggiori difficoltà a scorrere con lo sguardo le parole, a capire e a ricordare cosa abbiamo letto.

Il testo digitale, a differenza di quello cartaceo, è mobile. La sua fluidità, il fatto che si srotola da una pagina all’altra, porta spesso a perdere l’orientamento e la consapevolezza di ciò che c’è intorno (prima e dopo).

Le cause stanno nel tipo di risoluzione, più bassa rispetto alla carta, ma anche nelle caratteristiche fisiche dello schermo: non possiamo allontanarlo, accostarlo o spostarlo facilmente come si fa con un libro. Anche avvicinarsi con gli occhi, non aiuta a leggere meglio: serve solo a vedere i pixel più nitidamente.

Lo schermo poi permette di vedere solo una parte della pagina, mai tutta: bisogna scorrerla in su e in giù con il mouse per definirne i confini, e questo movimento è sicuramente meno agevole e rapido dello sfogliare un libro. Sul web la pagina tradizionale diventa un’insieme di schermate ed è molto facile sbagliare e restare disorientati.

Il testo cartaceo, invece, ha una consistenza che permette di prendere immediatamente possesso del contenuto. Sfogliare un libro è semplice e sappiamo subito cosa viene prima e dopo il passaggio che stiamo leggendo.

Per non perdere la strada sul web, abbiamo bisogno di un’interfaccia efficace che ci indichi subito la direzione: dove ci troviamo, come possiamo muoverci all’interno del sito e come trovare le informazioni che cerchiamo. Tutte necessità sconosciute a qualsiasi altro tipo di testo.

Sono i titoli, i link, la microtestualità e le immagini a permetterci di interagire liberamente con il contenuto in base alle nostre curiosità e intuizioni. Questi devono essere inseriti in base ad una logica associativa e non sequenziale molto diversa dalla lettura formalizzata dei testi tradizionali.


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