In un recentissimo lavoro sono entrata nel vivo della scrittura digitale, approfondendone gli aspetti più strategici. Inizia oggi una mini raccolta di suggerimenti tratti dai miei sudati studi.
C’erano una volta penna e calamaio. Poi è arrivata la biro, la macchina da scrivere e infine la tastiera del computer. Nel tempo, l’approccio alla scrittura è cambiato in funzione del mezzo che usiamo per scrivere: l’appendice fisica trasforma il modo di pensare, di memorizzare, organizzare e, soprattutto, il modo di comunicare il pensiero.
Sulla carta il testo è immobile, statico, e una volta scritto non è possibile tornare indietro senza lasciare visibili tracce. Lo stesso accade con la macchina da scrivere: prima di scorrere sui tasti, dobbiamo avere ben chiaro in mente quale scaletta di argomenti seguire.
Questa staticità scompare nella scrittura digitale. Tutto diventa fluido.
Possiamo correggere errori e sviste in ogni momento; costruire le informazioni con la funzione “copia e incolla”; superare i confini fisici del video scorrendo le pagine con il mouse o, ancora, collegando un testo a un altro attraverso i link.
La rete poi, attraverso e-mail e soprattutto i social network, ha notevolmente sfumato la distinzione tra autore e lettore rilanciando la scrittura come metodo di condivisione della conoscenza.
Il linguaggio segue la logica del pensiero piuttosto che una struttura sequenziale. Il testo diventa mobile. Tanto che molto spesso sentiamo il bisogno di farne una stampa per “toccarlo con mano” e possederlo nella sua interezza.
Nel web il testo si srotola attraverso i collegamenti ipertestuali e acquista profondità diventando tridimensionale. Agisce sia come contenuto sia come interfaccia: come vera e propria informazione e come bussola che guida verso le informazioni desiderate.
Chi scrive per il web deve considerare questa doppia identità e, di conseguenza, il doppio compito da assolvere: informare, ma soprattutto orientare il lettore nella ricerca delle informazioni attraverso il co-testo. Il lettore infatti utilizza gli elementi di interfaccia per essere certo di dover veramente cominciare a leggere.
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